questi sgonfiotti sono nati dalla pretesa di fare le tigelle in casa senza l'apposito aggeggio, al quale ho fatto il filo per una vita e al quale ho definitivamente rinunciato per non buttar fuori di casa il mio omino per far spazio agli attrezzi di cucina.
ho fatto la mia scelta, tengo lui e vado a mangiare le tigelle fuori!
però da un errore è nato quello che oggi è il nostro pane quotidiano, il preferito in assoluto dalla nostra nanetta.
ha tanti pregi e un unico difetto, questo pane: è sano, velocissimo da preparare, non richiede tempi lunghi di lievitazione nonostante la pasta madre, è soffice, profumato e goloso, e d'estate non richiede nemmeno il forno, cuoce in un attimo in una padella antiaderente, si conserva anche in freezer e una volta scongelato con pochi minuti di forno torna perfetto..
il difetto è che se ne avanza mai uno, a meno che io li nasconda e non li metta in tavola.
400 gr farina tipo 1
100 gr pasta madre o esubero
10 gr sale
1 cucchiaio olio extra vergine di oliva bio
1 cucchiaino miele di acacia
180 ml circa acqua
nella planetaria mettere la farina, la pasta madre spezzettata, il miele e accendere.
aggiungere poca alla volta l'acqua fino a completo assorbimento (la quantità è molto indicativa, dipende dalla farina)
a questo punto aggiungere l'olio e, una volta completamente incorporato, il sale.
lavorare per circa 5 minuti prima a vel.1 poi aumentando un pochino.
l'impasto deve risultare molto compatto e non appiccicoso: nel caso aggiungete un cucchiaio di farina altrimenti impazzite a stenderlo.
lasciar riposare un'oretta nella planetaria coperto da un panno.
stendere l'impasto molto sottile su di un piano infarinato aiutandosi con un mattarello grande, poi con il coppapasta delle dimensioni di una tigella piccola formare gli sgonfiotti.
appoggiarli sulla leccarda ricoperta di carta forno e ricoprire con un panno pulito di cotone o lino.
attendere un paio d'ore circa, poi riscaldare bene bene la padella e adagiarci gli sgonfiotti.
cuocere a fuoco vivace per circa un minuto, girare dall'altro lato e proseguire un altro minuto circa.
il pane si gonfierà, sarà visibilmente più asciutto e inizierà a colorarsi.
a questo punto togliere dal fuoco e lasciar raffreddare, anche sulla leccarda da forno.
se resistete a non mangiarli bollenti.
sono ottimi da soli, con il dolce e con il salato e restano morbidi anche freddi.
la mia piccolina, celeberrina piattola a tavola, ne mangia a badilate e mi chiede spesso di preparagliele: lei le chiama tigelle.... la prima volta che mangerà quelle vere si sentirà imbrogliata!
lo sentite il profumo???
buon appetito!!!
