venerdì 12 febbraio 2016

plum cake semintegrale al limone e marmellata


allora, oggi riduco al minimo sindacale le parole perchè potrebbero essere usate contro di me (e a favore di un mio internamento in struttura geriatrica protetta)
certo mi consola il fatto di essere in buona compagnia: fuori dalla scuola ci siamo messe, alcune mamme, a parlare per il regalo di compleanno di due bambine della nostra classe.
visto da fuori sembrava un dialogo fra sordi, o fra suonati forse è più adatto: una situazione paradossale che neanche ale e franz sulla panchina del parco avrebbero potuto fare di meglio.
non solo, alla fine di un giro di parole durato una decina di minuti, si è giunte alla conclusione che era poi quella da cui eravamo partite.
quindi si poteva anche evitare di restare al freddo sul bordo della strada a rischio di essere investite dall'autobus, e andare a casa a bersi un caffè tranquille che tanto era uguale.
poi il caffè io e la mia amisa ce lo siamo bevute comunque, a casa tranquille, ma è qui che ho dato il mio meglio.
lei seduta davanti a me dice: "ti mando il link con la foto del lego che vuole pinca pallina".
io: ok
tempo 3/4 secondi: toc toc del whats app
io: "chi è??? tu no perchè sei qui con me", e prendo il telefono per vedere il mittente.
ecco, non dico altro, che la mia figura da cioccolataio (anziano e arteriosclerotico) oggi l'ho già fatta.

per 2 plum cake 5,5 cm x 16 cm

230 gr farina 1
120 gr zucchero canna
8 gr lievito vanigliato per dolci
20 gr olio extra vergine di oliva al limone marina colonna
100 gr latte
1 pizzico sale
2 uova
12 cucchiaini circa marmellata bio fiordifrutta alle prugnole selvatiche rigoni di asiago


in una ciotola sbattere con la frusta le uova con lo zucchero e l'olio. aggiungere il latte e mesolare.
setacciare la farina con il lievito ed versare sul composto precedentemente ottenuto, poco alla volta continuando con la frusta.
aggiungere il sale, sbattere ancora qualche minuto e versarne uno strato nello stampo unto con l'olio al limone.
mettere tre cucchiaini di marmellata, fare un altro strato, altri 3 cucchiaini di marmellata e un altro strato.
procedere allo stesso modo per l'altro stampo.
infornare in forno caldo a 180° e cuocere per 30/35 minuti circa, controllando la cottura verso la fine con lo stuzzicadenti.


lasciar raffreddare prima di affettare.

mug e minimug in gres smaltato le creuset

come ogni plum cake che si rispetti, questa torta ha la consistenza della parte gialladella spugnetta dei piatti.
ugualmente umida e molto più profumata, trova la morte sua nel latte o nel tè, per chi non ama il genere sofegone.
vi auguro un buon fine settimana e spero di ritrovarvi la prossima.
non solo perchè possiate non tornare sul mio blogghino, ma perchè potrei non esserci io, rinchiusa in geriatria al san gerardo di monza.
fate i bravi, eh!

lunedì 8 febbraio 2016

focaccia ai semi di lino e rosmarino a lievitazione naturale


titolo:
la festa di carnevale.
svolgimento:
acquisto sul filo di lana di abito di elsa (ma non quello azzurro che ormai ce l'hanno tutti, ma noooo, quello di frozen fever, orrendo nel suo verde smeraldo e ancora peggio nel suo disseminare minuscoli brillantini sulla resina, porosa, che li fagociterà per poi rilasciarli gradualmente nel corso dell'anno).
serate intere dei papà della d.m. games per la trasformazione del camion di proprietà del membro falegname (si può dire membro??) in un carroarmato mimetico con cannone sparante coriandoli.
conseguente navigazione last minute in internet alla ricerca spasmodica di sacchi formato xxl di coriandoli per bombardare i bambini sul percorso del corteo dei carri.
prenotazione telefonica degli ultimi due sacchi da 10 chili e ritiro immediato in negozietto ubicato in zona pedonale di un paesino brianzolo (parcheggio zero, ma l'unico che non li faceva pagare 39.90 al sacco: 5 minuti di vergogna per tali negozianti)
infinite prove di vestizione a cipolla per restare caldi senza dover rinunciare allo sfoggio dell'abito (eccerto, perchè se sopra ci mettiamo la giaccavento mi dici cosa l'abbiamo preso a fare che non si vede una mazza?), unitamente a prove di trucco con successiva tragedia per il demake-up con latte detergente che manco fosse acido muriatico).
agitazione a mille e mobilitazione amichette per seguire il corteo in stato di sovreccitazione collettiva, fino a sfiorare picchi di fanatismo fondamentalista.
epilogo:
domenica piove.
no, non piove... si scatena il diluvio universale e passiamo il pomeriggio sul puzzle da millemila pezzi.
però di frozen.

per una teglia da forno

200 gr farina 1
100 gr semola rimacinata + una manciata per la teglia
100 gr manitoba
300 ml acqua circa
70 gr pasta madre solida rinfrescata
8 gr sale
fior di sale
1 cucchiaino miele di acacia rigoni di asiago
4 cucchiai semi di lino biologici melandri gaudenzio
olio extra vergine di oliva
1 rametto rosmarino fresco

nella planetaria mettere le farine, il miele e la pasta madre spezzettata.
iniziare a lavorare a vel. 1 aggiungendo poca alla volta l'acqua, regolandosi con la consistenza che deve essere elastica, morbida e un pò appicciosa.
quando inizia ad incordare unire il sale e lasciar lavorare, aumentando leggermente la velocità fino a che l'impasto sarà bel elastico ed incordato (serviranno meno di 10 minuti)
lasciar riposare coperto da un panno, nella ciotola della planetaria, per almeno mezzora.
fare un giro di pieghe, pirlare e rimettere in ciotola coperto con pellicola.
la lievitazione dipende da tanti fattori: l'impasto deve gonfiarsi e almeno raddoppiare, dopo di che si può stendere in teglia.
questa è lievitata a temperatura ambiente, circa 19 gradi per una notte intera.
stendere delicatamente con i polpastrelli su di una teglia spolverata di semola, ungendo le dita di olio.
coprire la leccarda con la pellicola e lasciar raddoppiare nuovamente (circa 4/5 ore).
versare un pò di olio, aggiungere le foglioline di rosmarino e il fior di sale e fare dei buchetti con i polpastrelli prima di infornare.


preriscaldare il forno a circa 200/220° e cuocere per 10 minuti nella parte più bassa del forno. spostare la teglia a metà, abbassare di una decina di gradi la temperature e proseguire per altri 10 minuti.
servire tiepida.



noi l'abbiamo mangiata a pranzo ad accompagnare pollo e spinaci, così il tutto è stato molto meno triste.....
deliziosa, croccante fuori e morbidissima dentro.



buona settimana e buona carnevale, a chi riuscirà a festeggiarlo!

venerdì 5 febbraio 2016

crema di carote viola allo zenzero


siamo di nuovo a venerdi e io sono sempre più allarmata dalla velocità con cui passa il tempo.
era lunedi e aspettavo il giovedi per il ritiro delle pagelle, mi sono messa a fare due cose ed è già venerdi....
la prima casalinga che sento dire che si annoia e si abbruttisce la sbrano!
forse io di interessi ne ho anche fin troppi, non riesco mai a fare tutto quel che mi segno per organizzare la settimana.
figuriamoci far due passi in centro, o passare un paio d'ore sul divano a leggere... fantascienza!
va bè, adesso metto le mani in pasta prima del lungo tete-a-tete con il ferro da stiro, vi lascio questa ricetta semplicissima e gustosa e vi auguro un bel carnevale di allegria e coriandoli, che faranno capolino dagli angoli reconditi della casa fino più o meno a natale.
ah, per la cronaca.... pagella strepitosa, la mia nanetta brillante e coscienziosa!
ma più che i numeri parla il giudizio..... mentre lo leggevo mi è venuta la pelle d'oca sulle braccia.
amore immenso, sei il mio orgoglio, il mio successo più grande, la mia luce, la ragione di vita, sei il motore del mio cuore e dei miei sorrisi, sei il colore delle mie giornate, e sei la ricetta meglio riuscita.
a te, viola <3, millemila stelle michelin e amore che cresce, ora dopo ora.

per 3/4 persone

600 gr carote viola mondate
250 gr patate bianche
600 ml acqua
80 gr panna di soia alpro
100 gr latte scremato
zenzero in polvere qb
sale qb
olio extra vergine di oliva bio

mondare le verdure e tagliarle a tocchetti.
farle bollire nell'acqua fino a che ammorbidiscano, meno di mezz'ora dovrebbe bastare.
frullare il tutto con un frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema vellutata.
aggiungere panna e latte, regolare di sale e frullare ancora qualche secondo.
servire con zenzero a piacere e un filo di olio a crudo.

set minicocotte in gres smaltato serie glamour le creuset
tovaglia e tovagliolo in cotone green gate

la versione bimby è ancora più semplice e pratica, si sporca solo il boccale e volendo (come ho fatto io con i fagiolini) si approfitta della mezzz'oretta scarsa di cottura a temperatura varoma per cuocere verdure al vapore.
mettere nel boccale acqua, carote e patate pulite e tagliate a pezzetti.
cuocere a temperatura varoma per 25/30 minuti vel. 1.5/2.
frullare 30 sec. senza temperatura a vel.4/5.
aggiungere panna e latte, regolare di sale e frullare ancora per circa 30 sec. a vel. 10.
a questo punto la crema dovrebbe risultare ben vellutata, pronta da servire con una spolverata abbondante (dipende dai gusti) di zenzero in polvere e un filo di olio a crudo.
se la volete più golosa, ma non più light e non più vegana, aggiungete una grattugiata di pecorino o di formaggio di fossa che contrastano il dolciastro della carota, e magari anche due crostini tostati.
comfort food per eccellenza in una giornata fredda e pigramente piovosa.


peccato la brutta giornata: le foto non rendono il meraviglioso colore viola <3 acceso di questo piatto delicato e confortante.
vi lascio anche un consiglio di lettura, per momenti di relax (ma neanche tanto)..... non so se definirlo thriller, si, direi di si... in effetti riesco ad abbandonare le pagine solo se crollo di stanchezza.
rachel è una donna fragile e sola, la cui vita si è sgretolata dopo la separazione dal marito, fino a portarla nel baratro dell'alcolismo.
duranti i suoi spostamenti in treno, che per lei diventa quasi un rifugio, osserva le case degli altri attraverso il finestrino, e intorno a fugaci immagini di quotidianità costruisce storie fantasiose e romanzesche.
in particolare entra nella vita di jason e jess, ci si affeziona e sogna, fino ad una mattina in cui l'immagine che si aspetta, quella di ogni giorno, non si presenta.
ciò che vede ribalta l'idea che si era fatta di questa coppia idilliaca, e da qui inizia per lei un incubo che, complici l'alcool e la solitudine, la porterà ad un epilogo che ancora non conosco ma che mi aspetto lascerà a bocca aperta.
avvincente e ricca di colpi di scena, quest'opera prima di grande successo va in profondità nella vita emotiva di rachel, entra nelle dinamiche della nuova famiglia dell'ex marito, ci trasmette la disperazione della protagonista con una scrittura dettagliata, sottile e potente, ci racconta come le apparenze possano ingannare e una vita vuota possa portare a lasciarsi coinvolgere fino a perderne il controllo.


buona lettura e buon fine settimana, speriamo non piova, che noi dobbiamo sfoggiare l'abito di elsa e coriandolare seguendo i carri!

martedì 2 febbraio 2016

liquore alla crema di pistacchio




che tempo demmerda, umidità e nebbia che sembra il 2 di novembre....
impasto biscotti per illuminare la giornata, profumare la casa e far felici i bambini, poi magari mi tappo all'ikea con la mia amica  a cercare una piccola cassapanca per dimezzare le madonne che i miei ospiti tirano sul pianerottolo.
si, perchè io sono una di quelle che ti devi togliere le scarpe prima di entrare in casa, non puoi nemmeno superare lo zerbino a meno che tu riesca a camminare a 10 centimetri da terra.
fuori dalla porta ho un simpatico sacchetto di pannolenci pieno di ciabatte colorate di tutte le misure.
non penserai mica di calpestare la mia resina con le suole con le quali magari tre giorni fa hai schiacciato una cacca di cane, con cui spappoli insetti senza nemmeno rendertene conto, con cui attraversi l'aiuola impantanata per correre a prendere l'autobus, suole nelle quali ti è magari rimasto incastrato un microscopico sassolino che mi graffia la spatolatura,???
ecchessei scemo???
e poi qui da noi le ciabatte passano più tempo davanti alle finestre o sotto il divano che ai nostri piedi, qui si gira a piedi nudi che fa tanto bene.
e ci si rotola per terra ballando la sigla dei big time rush, capelli dappertutto come il mocio vileda di rapunzel.
quindi non è igienico.
questo significa che se ti va ti togli le scarpe e giri a piedi nudi anche tu, se non ti va ti do in dotazione un'ampia scelta di ciabatte della tua misura e nuances in tinta con il tuo abbigliamento, e se non ti va neanche quello stai a casa tua che siamo contenti tutti.
e quando chi si deve togliere le scarpe inizia ad avere una certa (io per prima) capita che barcolli aggrappandosi allo stipite della porta, che poi se casca mi tocca pure pagarlo per nuovo.
quindi vai di cassapanca, per la gioia dell'omino delle pulizie che così deve spostare pure quella per passare il pavimento, e cambiatevi le scarpe con tutta comodità.
se preferite tenerle, restate fuori seduti che vi porto un caffè e un liquorino....

per circa 500 ml di liquore

140 gr crema di pistacchio
140 ml latte parzialmente scremato
130 ml panna fresca liquida
50 gr zucchero di canna
50 gr alcool 95°

mettere tutti gli ingredienti tranne l'alcool nel boccale e azionare a 90° vel. 3 per circa 13 minuti.
togliere il boccale e lasciar raffreddare completamente.
aggiungere l'alcool e mescolare per 30 sec. vel. 4 senza temperatura.
versare nella bottiglia, lasciar raffreddare a temperatura ambiente e riporre in frigo per qualche giorno prima di servire.
più facile di così!



tant'è che mi sono già ripromessa di fare altri esperimenti, tipo cioccolato e liquirizia, pistacchi secchi, caffè, zabaione..... alla peggio mi rivolgerò agli alcolisti anonimi!


comunque un goccino nel mio amato nespresso, qualche pagina di un buon libro, mezzoretta sotto ad una copertina calda.... basta poco per svoltare la giornata.



oggi vi propongo questo titolo: fannie flagg è adorabile, ci regala letture delicate e piene di allegria, ricche personaggi strambi ai quali non ci si può non affezionare.
la flagg ci tiene la mano fra le stradine di elmwood springs, una cittadina molto pittoresca, dove tutti si conoscono e tutti si amano alla loro maniera, ci cattura con storie bizzarre raccontate con una credibilità che finiscono per sembrare normali quotidianità.
in ogni romanzo c'è un personaggio, di norma una donna, che ti resta sotto la pelle per la sua particolarità, la sua forza, la sua stramberia.
se vi va di accompagnare dena nella sua avventura, questo libro vi aspetta.
io non me ne sono persa uno!

venerdì 29 gennaio 2016

saltimbocca di orata con purè di patate viola


ettepareva se non dovevo intasarmi un'altra volta??
quindi oggi, con la testa nella boccia dei pesci, mi dedico alla cucina con scarso entusiasmo, e preparo le lasagne.
roba strana per il mio forno, ma ho visto che a casa apprezzano, anche la nanetta, non posso esimirmi dal ripetere.
sono buone, non dico di no, ma non mi diverto nel prepararle, almeno non nella versione classica.
tutto home made, ragù, besciamella, pasta no perchè non sono capace, tutto sano e tradizionale ma.... mah, non mi esalta.
del resto oggi non mi esalterebbe nemmeno un tango con luca argentero: primo perchè sono sderenata, secondo perchè non so ballare e, last but not least, perchè luca arrgentero mi prenderebbe in considerazione per stirargli i panni.
forse.
quindi mi consolo con il ricordo del profumo di questo piatto, preparato l'altro giorno e promosso a pieni voti.

per 6 persone

6 filetti orata squamati e senza lische
6 fette prosciutto crudo dolce
12 foglie salvia fresca
1 kg patate viola
400 ml latte
pepe bianco in grani
sale
4 noci burro


preparare il purè facendo cuocere nel latte, con un cucchiaino di sale, le patate sbucciate e tagliate a fettine sottili per 20/25 minuti.
quando le patate sono belle morbide frullare bene con un mixer ad immersione, aggiungendo del latte caldo se necessario, fino a che diventa vellutato e senza grumi.
nel frattempo lavere ed asciugare i filetti, tamponarli con la carta casa, appoggiare le foglie di salvia capovolte facendole aderire bene, po spolverare di sale e pepe bianco.


far aderire perfettamente una fetta di prosciutto su ogni filetto.
dorare 2 noci di burro in una padella antiaderente e cuocere i filetti prima dalla parte del prosciutto per un paio di minuti scarsi.

padella antiaderente in alluminio forgiato le creuset
girare e continuare la cottura ancora un paio di minuti al massimo (dipende anche dallo spessore dei filetti)
appena pronto il purè mantecarlo con il burro rimanente, aggiustare di sale se necessario e stenderlo in una pirofila monoporzione, poi appoggiare delicatamente il filetto tenendo il prosciutto sopra.

pirofile ovali monoporzioni in gres smaltato le creuset

questo piatto nasce da un mix di idee rubate: il turbante di branzino con verdure su crema di patate viola che ho mangiato e rimangiato a la cucina di via zucchi e il saltimbocca di spigola che ho copiato a simone rugiati mentre guardavo, stirando, food maniac. bravo sto ragazzo, pieno di passione.
e poi non se la tira per niente!
comunque pasticcio promossissimo!



vado a sfornare le lasagne, preparo una crema di liquore che con il raffreddore ci sta, poi mi metto sotto la copertina.
buon fine settimana, a me aspetta l'ennesima festa di compleanno in mezzo a bambini invasati, quindi devo rimettermi per forza, se no non arrivo a sera!
baci, a presto!

martedì 26 gennaio 2016

sformato di zucchine speck e briè


che bell'inverno stiamo vivendo.... peccato l'aria inquinata e il freddo che toglie il fiato, i risvegli bui neanche fosse notte fonda, e il dramma dell'uscire dal piumone e raggiungere il bagno battendo i denti che ancora un pò mi si frantumano le otturazioni.
per il resto cielo limpido, bel sole che ti fa venir voglia di camminare al parco (tutto sta trovare il tempo) e pomeriggi limpidi e luminosi.
ieri per esempio abbiamo deciso di far due passi dopo la scuola: proprio due, giusto per raggiungere l'antica posteria vicino a casa, un panettiere tipico di rione, quelli che hanno di tutto un pò per le emergenze e per i vecchietti non più automuniti, con un angolo dedicato ai detersivi sfusi bio, il banco salumi e formaggi, e secondo me se gli chiedi una latta di tempera per rinfrescare i muri o un paio di sci di seconda meno per la settimana bianca passa dietro e ti tira fuori pure quelli.
abbiamo deciso di andare a fare merenda lì, sul tavolone di legno che il proprietario ha allestito per ospitare qualche avventore, per portare i bambini a conoscere l'iniziativa geniale che ha avuto giancarlo, insieme al suo braccio destro rita, di mettere un tavolo pieno di libri a disposizione di chi ama farsi compagnia con parole e storie.
loro li mettono lì, tu mentre fai la spesa curiosi, se ti interessa ne prendi, cortesemente ne porti altri altrimenti la bella idea dopo una settimana è già morta, e in questo modo la passione si muove, gira di casa in casa, diventa occasione di unione e scambio in questo quartiere talmente vivace ed attivo che in confronto il cimitero comunale è gardaland.
capite che appena mi si presenta una genialata del genere, come pure il fuoco di sant'antonio o quegli internati della d.m. games che farneticano, creano, costruiscono e giocano come bambini fuori misura, mi parte l'embolo dell'entusiasmo e non appena si sparge voce io son già là a dare il mio contributo.

per 6 persone (pirofila di circa 30 x 20 cm)

6/7 zucchine piccole
100 gr speck a cubetti piccolissimi
180 gr briè
olio extra vergine di oliva
50 gr pangrattato
parmigiano reggiano grattugiato a piacere
3 cucchiai farina 0

ricetta rubata al mio amato blog fables de sucre, fonte di ispirazione e di sensazione di sovrappeso, ormai è un must, a casa mia, e piace a tutte le persone a cui l'ho proposta, nanetta esclusa, ça va sans dire.
in corso d'opera, vuoi per curiosità vuoi per svuotafrigo, questa idea ha subito diverse modifiche, e questa è quella da noi eletta come preferita.

lavare le zucchine, tagliare le estremità e formare strisce sottili con l'aiuto di un pelapatate (se le zuccchine sono più grandi serve una mandolina).
mettere tutte le strisce in un sacchetto di plastica con la farina, sbatacchiarlo per infarinae le zucchine tutte in una sola volta.
ungere la teglia con un filo di olio extra vergine, fare un primo strato di zucchine, copremdo tutti gli spazi, poi una manciata di speck a coriandoli e fettine sottili di briè.


proseguire per alcuni strati fino ad esaurimento degli ingredienti, completando l'ultimo strato con il pangrattato e un pò di grana grattugiato.
a piacere condire con un filo di extra vergine ed infornare a 200° circa per 30 minuti, fino a che la crosticina non venga ben dorata.


tovaglietta in cotone trapuntato green gate


semplicemente irresisitibile!!
adesso vado a far qualcosa, tipo anche niente.
lo dico sempre e non lo faccio mai.
e poi mi chiedo da chi abbia preso nostra figlia, posseduta da satana.....
ciao, fate i bravi, eh!

venerdì 22 gennaio 2016

focaccia a lievitazione naturale con olio al basilico e pomodorini pachino


oggi mi tappo in casa e dedico la giornata alla cucina compulsiva: ragù e besciamella per le vecchie e golose lasagne (saranno anni che non preparo!), salsiccia al vapore con patate, passato di verdura (ops, pappa morbida!!) per la mia nanetta, e magari un bel dolcetto con la marmellata, da sbocconcellare con un tè caldo nei prossimi pomeriggi pigri e gelidi.
sono giornate splendide, il cielo è azzurro come fosse primavera, solo che ti si staccano le dita appena le togli dalle tasche del piumino.
la mattina è drammatica, il tragitto fra il piumone e i l bagno è apocalittico, non parliamo poi della pelle nuda che si appoggia sull'asse del water..... mi aspetto sempre un effetto lingua incollata sul ghiacciolo.
sapete mica se in internet vendono assi riscaldate? sarebbe un'ideona, io lo comprerei subito!
quindi vi lascio questa ricetta e un augurio per un fine settimana nel tepore della vostra casa, pieno di bei momenti e cose buone da mangiare.
poi probabilmente invece sarà dedicato agli stracci e spazzoloni, compiti e assi da stiro, lavaggio tende (no che non è stagione!) e chissà quali altri lavoracci fastidiosi.....

per una teglia diam. 30 cm

210 gr farina tipo 1
70 grammi manitoba 0
60 gr pasta madre rinfrescata
1 cucchiaino miele
3 + 3 cucchiai olio extra vergine di oliva al basilico marina colonna
120 ml circa acqua
7 gr circa sale
2/3 cucchiaio semola
12/15 pomodorini pachino
2 cucchiaini fior di sale

mettere le farine con la pasta madre spezzettata ed il miele nella ciotola della planetaria e accendere a velocità minima.
iniziare subito ad aggiungere acqua, poca alla volta, fino a che l'impasto diventa ben elastico..
aggiungere l'olio, un cucchiaio alla volta per tre, aspettando che l'impasto assorba bene ogni quantità, alla fine versare il sale e continuare a lavorare fino a che l'impasto è bello incordato e compatto.
lasciar riposare per un'oretta, fare un giro di pieghe, poi pirlare e lasciar lievitare nella ciotola coperta da pellicola, in un luogo fresco, fino al raddoppio (io l'ho lasciato tutta una notte).
stendere sulla teglia spolverata di semola e lasciar lievitare almeno 4/5 ore in luogo tiepido, sempre coperto da pellicola.
nel frattempo tagliare a metà i pomodorini lavati, schiacciarli con le dita per far uscire i semi e lasciarli in uno scolapasta, leggermente salati, per far perder loro tutta l'acqua.
quando l'impasto è pronto fare dei buchini con i polpastrelli, appoggiare i pomodorini a pancia in giù, versare i tre cucchiai di olio al basilico e spolverare con il fior di sale.

pentola in terracotta refrattaria domital
infornare a 200 gradi circa nella parte più bassa del forno per una ventina di minuti, poi portare la teglia più in altro per altri 10 minuti circa, fino a che la superficie viene dorata come piace a voi.


il risultato dell'esperimento di panificazione con questa pentola in terracotta refrattaria è stato: buona la prima! la focaccia non si è attaccata per niente, probabilmente non sarebbe servita nemmeno la semola, la cottura è stata uniforme e il risultato soffice e fragrante.
da rifare, magari provo a cuocerci la pizza!
e poi continuo a ripetere che so che i pani non si mangiano caldi, ma che io continuo a mangiarli perchè non resisto al profumo...... produco bava che neanche il mastino napoletano che avevo da ragazzina.



buon fine settimana con i pinguini, e parlate poco che vi si congela la lingua!