sabato 15 novembre 2014

risotto curcuma e rosmarino con pecorino sardo


Per 4 persone

400 gr riso  acquerello
curcuma in polvere
rosmarino essiccato
1 scalogno
3 cucchiai olio extra vergine di oliva
brodo vegetale
pecorino sardo stagionato
1/2 bicchiere latte parzialmente scremato
1/2 bicchiere vino bianco secco


mondare lo scalogno e tagliarlo a rondelle: farlo dorare nell'olio, poi aggiungere il riso e farlo tostare.

risottiera in ghisa smaltata  le creuset
sfumare con il vino e iniziare ad allungare con il brodo, mescolando spesso.
a metà cottura aggiungere la curcuma e il rosmarino (quantità a seconda dei gusti, per me mezzo cucchiaino abbondante), e verso metà cottura allungare con il latte invece che il brodo.


impiattare, guarnire con scaglie di pecorino e rosmarino.




con questo diciamo addio al caro, vecchio risotto alla milanese: è molto più goloso e poi sappiamo quanto fa bene la curcuma.
quindi abbondiamo!

vi piace la mia ballerina, che da quando  fa danza classica sta perdendo le movenze da capodoglio spiaggiato ereditate dalla mamma ??




ciao, fate i bravi eh !! ??!?


venerdì 14 novembre 2014

sandwich di frolla al fior di sale con burro di arachidi


ma se vi raccontassi di come ho lasciato le chiavi di casa in macchina, messa nel box e chiuso lo stesso con la maniglia?
quanti punti guadagnerei per il concorso a premi "vota il più pirla"?
mi sono ritrovata, al ritorno dal mio dentistell, con 25 chili di farina in terra, scaricati dalla macchina prima di chiuderla, con una pioggia che manco noè ai tempi d'oro, sola e abbandonata, senza fissa dimora, nel corsello dei box a smadonnare come un muratore bergamasco.
la cosa diabolica è che mi era già successo, a milano.
allora avevo ben pensato di tenermi una chiave del box di scorta nel portafogli, per non mobilitare i soccorsi e farmi portare le chiavi dal papi che un giorno è là e un giorno più lontano ancora.
se non che mi hanno rubato il portafogli, che ho ricomprato senza reintegrarlo della chiave, così quando abbiamo cambiato casa proprio non ho pensato a questo accorgimento.
fatto sta che ero fuori, come un micio randagio fradicio di pioggia.
in soccorso è arrivata la mia socia, vicina di casa e amica preziosa, che mi ha adottata per un pomeriggio, dandomi un tetto e un caffè caldo e sorbendosi il mio repertorio di auto-insulti.
però è stato bellissimo... chiacchiere e merenda senza far niente, ridendosi in faccia e parlando di tutto e di niente.
quasi quasi le chiudo dentro ancora.....

per 20/25 sandwiches

400 gr farina 00
200 gr burro
200 gr zucchero
2 cucchiaini colmi fior di sale
burro di arachidi
2 uova (o un uovo e un tuorlo, a seconda delle dimensioni)

impastare con la frusta piatta la farina, il sale e il burro freddo, tagliato a pezzettini, fino ad ottenere uno sfarinato grossolano.
aggiungere le uova e continuare ad impastare fino ad ottenere un impasto omogeneo, al quale andrà data la forma di una palla, da ricoprire con la pellicola per essere deposta in frigo per almeno un'ora, fino a che si indurisce un pò.
togliere dal frigo, stendere con un mattarello uno strato di frolla di circa mezzo centimetro e formare i biscotti.
mettere sulla leccarda con la carta forno ed infornare a 180° statico per 8/10 minuti e togliere non appena si dorano i bordi.
lasciar raffreddare i biscotti su di una griglia, spalmarne uno con il burro di arachidi e chiudere con un altro.


allestimento della tavola: green gate

una botta di calorie, ma se si riesce a gustarli lentamente, e con moderazione sono davvero un'esperienza extra-sensoriale....



buon fine settimana, se dopo questo post non vi sono scoppiate le coronarie!

martedì 11 novembre 2014

zuppa vegetale al profumo di mandarino


e con questo bel tempo (che non commento perchè sono una signora) ce la vogliamo preparare una bella zuppa calda?
ve la lascio al volo, vado ad infognarmi in tangenziale che ho il mio dentistello che mi aspetta, poi la mia amica per un caffè e la mia scorta di farina, e spero di fare in tempo a ritirare a scuola il mio amore, che stamattina quando l'ho svegliata aveva un profumo di fiori e di vaniglia, sul collo e nei capelli, che me la sarei mangiucchiata.
stasera saprà di foglie bagnate, di matite temperate, di gesso sulla lavagna, di risate al banco e peluche nascosti nello zaino, di pagine piene di orecchie...
e sarà un fiume in piena di parole, cosa abbiamo fatto, chi è stato monello, chi ha mangiato e chi no, la festa di compleanno della mia compagna...
ceneremo e poi il lettone ci aspetta per la nostra serata mastechef, tu ed io sotto il piumone....

per 3/4 persone

1 melanzana grande
1 patata grande
1 zucchina
1 dozzina pomodorini grappolo
1 cipolla
olio extra vergine di oliva al mandarino marina colonna
sale
acqua
pecorino romano qb


lavare e mondare le verdure.
sbucciare la melanzana, la cipolla e la patata e tagliare a dadini di dimensione il più possibile uguale.
tagliare anche la zucchina allo stesso modo e mettere tutte le verdure (i pomodorini interi) in una casseruola capiente.


versare qualche cucchiaio di olio al mandarino e far stufare per almeno mezzora, mescolando ed aggiungendo acqua al bisogno.
quando le verdure risultano ben cotte, impattare e condire con abbondante pecorino romano grattugiato, o meglio ancora in scaglie (anche a dadini piccoli va bene, anzi, è piacevole trovare pezzettini di formaggio da sgranocchiare!)

casseruola in ghisa cotton cm.20
pirofila monoporzione ovale in gres nero
spatola legno e silicone bianco
tutto le creuset

a piacere aggiungere olio a crudo, senza esagerare per far si che il mandarino resti un sentore e non sovrasti i sapori.
è consigliabile usare il pecorino romano e non il parmigiano per bilanciare con il salato il dolcino dell'olio al mandarino.



buona settimana e fate i bravi, eh.... non dimenticate l'ombrello!!!!

giovedì 6 novembre 2014

torta salata con friarielli, alici piccanti e parmigiano


questa mattina primo esperimento del pane cotto in pentola.
bella pagnottona, lievitata bene,  spirale perfetta grazie alla fortuna del principiante, infornata, profumo celestiale in casa....ecco, sul resto soprassediamo, facciamo finta di niente... pane in pentola??!?
chi ha parlato di pane in pentola? !!?! ??
avrei dovuto saperlo fin dal risveglio, che oggi non sarebbe stata giornata .... dolore intercostale, gambe molli, nanetta più ciarliera del solito, lenta da far venire l'esaurimento, vive nel suo mondo com'è giusto che sia a 6 anni.
ma il tempo passa, tre quarti d'ora e lei ancora lì, incantevole nel suo pigiamino rosa, meravigliosamente spettinata, tutta presa da fate, peluche e scuola di ballo.......
a me sale la pressione, sento l'embolo in agguato, la vesto come avesse 2 anni e mi butto fuori senza nemmeno aver lavato la faccia.
e ora son qua, con blogger che di sua iniziativa mi traduce le frasi (molto gentile da parte tua ma chiccazzo te l'ha chiesto??!), mi mette tutte le maiuscole, cancella intere frasi, e inserisce parole nel contesto che non c'entrano niente.
quindi chiudo qui che, come si dice in francese, mi son già rotta le balle.

per 1 torta salata diam. 26/28

1 rotolo sfoglia pronta
350 gr circa friarielli già mondati
5/6 alici in salsa piccante rizzoli
acqua al bisogno
parmigiano (o grana padano) in scaglie e grattugiato
latte macchiato

bollire i friarielli in acqua leggermente salata e farli saltare in padella una capiente tipo wok, insieme alle acciughe e un paio di cucchiai della loro salsa, fino ad ammorbidirli bene.
stendere la sfoglia mantenendo la sua carta forno, bucherellare il fondo e fare un primo strato di friarielli.
ricoprire con uno strato di grana in scaglie grosse.


aggiungere altri friarielli e ricoprire con il parmigiano grattugiato.


chiudere i bordi della sfoglia, spennellarli con il latte ed infornare a 170/180° per una mezz'ora circa, nella parte bassa del forno.
sfornare e gustare tiepida.


tovaglietta in cotone  green gate


buona giornata... si fa per dire.....

lunedì 3 novembre 2014

risotto zola, mele e noci


ultimo giorno di sole, cosi dicono.
il meteo consiglia di munirsi di canotti e boccagli, quindi prima e ultima camminata della settimana e poi torniamo a giocare alla casalinga.
prima cosa il rinfresco della lina, per darle modo domani di regalarci nuovi profumi dal forno.
poi coccoliamo un po la casa (che immagine poetica delle noioserrime pulizie quotidiane !!), lavatrici, asse da stiro e compagnia cantante, il tutto cullato dai ricordi del fine settimana  appena trascorso.
la domenica mattina è il momento più bello di tutta la settimana, per me, lo dico sempre: il tempo di rotolarsi un pò nel lettone, poi colazione e divano, a goderci ancora il dolce far niente del giorno di festa.
un po di ginnastica in compagnia, fuori a pranzo, poi i sorrisi e gli occhi lampeggianti di gioia e di divertimento della piccola al luna park (avresti potuto fare di meglio però, dede....)
il trenino si, bello, ma è un po da piccoli


lo scivolo però è da grandi, mi fa paura, scendo con la mamma ... ma poi è talmente divertente che la paura mi passa e voglio lanciarmici da sola




la prima volta sulle catene


e poi saltiamo fino allo sfinimento, tanto stasera non ci addormentiamo prima lo stesso



il tuo sorriso è il senso della mia vita !!


5/6 persone

500 gr riso  acquerello
1 mela golden
150/200 gr di gorgonzola dolce
8/10 noci
1 noce burro
3 cucchiai olio extra vergine di oliva
1 scalogno grosso
brodo vegetale
1/2 bicchiere vino bianco secco
1 bicchiere latte

pulire lo scalogno, tagliarlo a rondelle e farlo dorare con l'olio e il burro.
aggiungere il riso, farlo tostare e sfumare  con il vino bianco.
sbucciare le mele e tagliarle e pezzetti
aggiungere metà delle mele e mescolare.


risottiera in ghisa l e Creuset
proseguire la cottura del riso aggiungendo brodo vegetale poco alla volta.
a metà cottura aggiungere il resto della mela: verso la fine allungare con il latte e aggiungere il gorgonzola a pezzi.
impiattare ed aggiungere le noci, in pezzetti o a metà, a seconda dei gusti più o meno scrocchiarelli,






buona settimana , alla prossima!

martedì 28 ottobre 2014

crema catalana


mattinata trascorsa in tangenziale.
eh si, perchè capitano quei giorni in cui il delirio inizia ancora prima di entrare, all'imbocco è già intasata, ovunque ti giri sono solo camion multicolori e multietnici, e ti senti tappata dentro come in una scatola.
e poi millemila macchine, tutti fermi, lì, ad aspettare il miracolo.
e cominci a ipotizzare e farneticare su cosa possa essere successo, a causare un traffico così può essere solo un tragedia, una calamità naturale.
un tamponamento a catena, una voragine che spezza in due la carreggiata, un incendio, forse una manifestazione di femen nevrasteniche, forse stanno rifacendo il manto stradale per l'expo, forse c'è un manifesto della belen che pubblicizza una mutanda in pizzo... insomma, per causare un ingorgo così dev'esserci qualcosa di eccezionale.
stai li a stiracchiarti e ad ascoltare musica, qualcuno si rifà il trucco, altri bestemmiano, altri leggono il giornale o litigano con la morosa.
vai avanti alla velocità di circa 4 metri all'ora e ad un certo punto trac, ingrani la marcia, ti accorgi che metti la seconda, poi la terza, addirittura la quarta.... basta, finito tutto, successo niente, tangenziale libera.
aspetti di capire la causa e attonita devi accettare che la causa non c'è, non c'è un bel niente, nemmeno un omino delle strisce che spinge il trattorino, nemmeno un piccione spappolato sull'asfalto.
risultato che ora sono qui, finalmente a casa, con i postumi del lungo viaggio, il mal di schiena, le piaghe da decubito e la cistite.
e il dentista non è nemmeno riuscito a prendermi l'impronta.
mi consolo con questa meraviglia, rubata a giuliana: fate un giro su questo blog, che di imperfetto ha solo il nome.


per 5/6 persone

500 ml latte intero
5 tuorli
160 gr zucchero
30 gr amido di mais
scorza di mezzo limone
1 punta di cucchiaino di vaniglia in polvere bio
zucchero di canna per la crosticina

versare il latte in una casseruola, aggiungere la scorza di limone (solo la parte gialla, mi raccomando) in pezzi piuttosto grandi e la vaniglia (la ricetta originale prevedeva una stecca di cannella, che io non avevo!)

casseruola diam. cm 16 con beccucci in alluminio forgiato le creuset
portare ad ebollizione mescolando spesso.spegnere il fuoco, filtrare e lasciar intiepidire in una ciotola.
in una ciotola capiente sbattere i tuorli e lo zucchero con una frusta.
aggiungere l'amido di mais setacciato, poco alla volta, mescolando con la frusta per non formare grumi.


nella casseruola nella quale si è riscaldato il latte mettere la crema aggiungendo a poco a poco il latte filtrato. portare ad ebollizione e lasciar sobbollire, mescolando continuamente, per pochi minuti, fino a che si raggiunge la consistenza di una crema.
versare nei ramequin, lasciar raffreddare e riporre in frigo, coperti da pellicola, per qualche ora.


togliere una 10/20 minuti prima di servire, cospargere con zucchero di canna, che andrà caramellato mettendo le ciotoline qualche minuto in forno vicino al grill acceso o con l'apposita fiamma, per formare la crosticina.

ramequin, mug e tazzina espresso in gres smaltato le creuset




un momento di relax, un espresso, un buon libro, e.......


.... la coccola del giorno ce la siamo fatta!
a stasera per il resto, quando farò addormentare la mia bambina a suon di carezze.
ciao, fate i bravi eh!!!




giovedì 23 ottobre 2014

pan carrè con pasta madre, misto semola e fiocchi di avena


che vento cazzarola!!
e la camminata di stamattina, nonostante io sia lievemente zavorrata di mio, è stata un pò più faticosa del solito, ma ormai non ci ferma niente e nessuno.
ci stiamo già attrezzando per il gelo, sciarponi, cappelli, guanti con dita touch, magliette termiche, mancano i pantaloni e siamo a posto, possiamo anche affrontare il gelo di cui si è già iniziato a remenare, previsto per il prossimo gennaio.
ora proseguiamo i lavori in casa, impastiamo a più non posso (oggi tocca al pane ai semi di lino), poi andrò a prendere il mio sole, che con il suo sorriso riempirà il mio pomeriggio di un amore tanto travolgente da stordirmi.
intanto beccatevi questo pane ai fiocchi di avena, per la gioia dei palati e del sig. dukan che la propone come soluzione a tutti i mali.
mah......

per 1 bauletto cm. 30

200 gr farina 0
200 gr semola rimacinata di grano duro
100 gr pasta madre solida
300 ml circa acqua (dipende dalle farine)
12 gr sale
4 manciate fiocchi di avena + 1 da mettere sopra
1 cucchiaino miele di acacia
1/2 cucchiai olio extra vergine di oliva bio

nella planetaria impastare le due farine con il miele e l'acqua, che va aggiunta poco alla volta fino a raggiungere una consistenza morbida ed elastica, non appiccicosa.
a metà impasto circa aggiungere il sale e i fiocchi di avena
lasciar riposare in ciotola per un'oretta, ricoperto da un panno.
pirlare, formare una palla e lasciare a temperatura ambiente un'altra ora circa, sempre ricoperto da un panno di cotone.
stendere piano piano fino a formare un quadrato con un lato di circa 25 cm.


arrotolare


e depositare nello stampo da plum cake unto con poco olio.
ricoprire con la pellicola e lasciar lievitare al fresco (ma non in frigo) per 15/20 ore.
togliere la pellicola, infornare a 220° in forno statico per 10 minuti, spruzzando le pareti interne del forno con dell'acqua.
proseguire la cottura a 200° nella parte bassa del forno ma sollevato dalla base, continuando a spruzzare ad intervalli, per un'altra mezz'ora circa, abbassando ulteriormente la temperatura di 10° negli ultimi 10 minuti.
lasciar raffreddare su di una griglia e tagliare a fette di circa 1 cm.




io le ho mangiate con il miele all'eucalipto.
voi cosa ci metterete????
buona giornata, e che il vento non vi porti via!
<3