martedì 18 febbraio 2014

cosce di tacchino alla melagrana e bacon


la domenica per me sa di pane, di piumone caldo, di favola letta in salotto, con il fuoco acceso, sotto una morbida copertina.
sa di colazione a letto, con le briciole che poi la sera pungono chi si corica solo con la maglietta (io!)
sa di film guardato tutti insieme accoccolati sul divano, sa di impasto per i biscotti e farina sparsa dappertutto.
la domenica per me inizia sotto le coperte, quando la piccola arriva a dare il buongiorno a suon di bacini, e ci si fa il solletico per sentire la musica della sua risata mezza soffocata dal cuscino, e il suo implorare dai basta e appena smetti ancora ancora...
questo è quel che sogno.... ma non è esattamente così.
anzi.
il più delle volte la domenica significa sveglia ancora prima che durante la settimana, è colazione sul tavolo e poi gioco dell'oca, tombola, memeo, indovina chi, puzzle, dai chi fa una partita con me (una????!?), è cinema, giostre, circo, è bambine che urlano per casa e fanno urlare me perchè saltano sul letto e si nascondono sotto il piumone, è passeggiata in centro con merenda fuori, è partita della juventus con zecca attaccata che vuole giocaregiocargiocare fino allo sfinimento.
questo è il triste destino della mamma di una bambina iperattiva.
ma è veramente così tanto triste????

per 4 persone

1 coscia di tacchino di circa 1 chilo
150 bacon a fette
2 melagrane
1 rametto rosmarino
1 cucchiaio olio extra vergine di oliva biologico
1/2 bicchiere vino bianco secco


rivestire la coscia di tacchino con il bacon.
adagiare la carne in una casseruola di ghisa ovale (per me le creuset cm. 29) leggermente unta di olio.

casseruola in ghisa ovale cm 29 le creuset
aggiungere il rosmarino e colorare la carne lasciando cuocere a fuoco vivace per qualche minuto da entrambi i lati.
poi sfumare con il vino, e continuare la cottura con il coperchio per una paio d'ore scarse (dipende molto dalla dimensione delle cosce), aggiungendo poco alla volta il succo delle melagrane spremute, facendo attenzione a conservare un paio di pugni di chicchi per guarnire i piatti)


a cottura ultimata tagliare, guarnire i piatti e servire ben caldo con vino rosso corposo e magari un cucchiaione di purè.




questo il nostro pranzo della domenica, rigorosamente con pane caldo a lievitazione naturale.
cosa ne dite, piaciuto???


buon proseguimento di navigazione e un abbraccio a tutti!
comportatevi bene, eh... ma non troppo, che se no diventa noioso!!

venerdì 14 febbraio 2014

focaccia pugliese di gaia, con pasta madre


non mandatemi i carabinieri per un interrogatorio: confesso, ho copiato anche questa!
appena vista su youtube mi si è scatenata la voglia: mi è sembrato di sentire la consistenza dell'impasto sotto le dita, il profumo appena uscita dal forno, il sapore goloso e puro in bocca....
subito mani in pasta, e quando la ricetta la prendo dalla mia musa, nonchè amica di smartphone in tutte le sue potenzialità (telefono, audio, video, foto, di tutto di più) so già che sarà un successo.
avrei voluto farla assaggiare alla mia nuova e simpatica vicina di casa, che ho già fagocitato nella setta della pasta madre (con grandi risultati, devo dire!), ma non ne ho avuto il tempo: in quattro sbranata all'istante, anche la piccola che notoriamente è un pò sofistica.
tanto la rifaccio .. (tanto non ci è piaciuta che ne ho già un'altra in lievitazione!).
poi hai voja correre sul tapis roulan....

vi faccio vedere solo il risultato per gli ingredienti e il procedimento vi rimando doverosamente qui o qui (tanto non ho cambiato una virgola, ho pure impastato a mano mandando in ferie il kitchen aid), nel gaio mondo di gaia.
ti voglio bene, tesò!





tovaglietta a quadretti green gate

e già che siete sul canale youtube di pagnottella alveolata fatevi un giro fra gli altri video, non immaginate che cosa vi aspetta.....
ciao... "che il sole vi baci...."

mercoledì 12 febbraio 2014

caccavelle di gragnano con cime di rapa e alici in salsa piccante


due giorni consecutivi di sole.
sono preoccupata, non vorrei mai che ne risentisse il terreno.
poi vengono a menarla che a causa della siccità aumenta il prezzo di frutta e verdura!
giornata bellissima, un vento che ti porta via ma faniente, la nuova casa che prende vita, nuove conoscenze che piano piano si trasformano in qualcosa di più, la piccolina che sta imparando a vincere la sua dolcissima zeppola, il papi sereno, la lina che produce sempre più squisitezze e la bella stagione che mette il naso e ci rassicura: "prima o poi ritorno, mi sto organizzando, abbiate fiducia"
tutte piccole cose, ma bastano a farti tornare il sorriso!


per 4 persone

4 caccavelle artigianali la fabbrica della pasta di gragnano
4 mazzetti cime di rapa
1 spicchio aglio
1 confezione di alici in salsa piccante rizzoli
2 mozzarelle
olio extra vergine di oliva



mondare le cime di rapa, lavarle e tragliarle grossolanamente.
in un'ampia padella farle saltare per 20/30 minuti con l'aglio, un filo di olio e le acciughe tagliate a pezzetti (conservarne 4 intere per guarnire le caccavelle una volta nel piatto).
nel frattempo tagliare la mozzarella a dadini, farla scolare bene e cuocere la pasta in abbondante acqua salata, senza muoverla troppo per non rovinarne la forma.
togliere le caccavelle dall'acqua un minuto prima di fine cottura, adagiarle su di una pirofila e farcirle con strati di cime di rapa e mozzarella.

pirofila nera monoporzione in gres le creuset

infornare a 180/200° per un paio di minuti, fino a farle leggermente dorare (e non bruciare come ho fatto io, ma la nanetta mi ha fatto perdere pazienza e trebisonda!!!), e guarnirle con un'acciuga ancora arrotolata e un filo di olio a crudo.
servire caldo e filante.


foto urende per il motivo di cui sopra, ma risultato davvero ottimo: garantiamo all'unanimità!
del resto, non mi stanco mai di ripeterlo, io in cucina pasticcio.
e orgogliosamente anche!!!!
alla prossima, fate i bravi, eh!!



lunedì 10 febbraio 2014

pane semplice a lievitazione naturale con olive taggiasche


come per quasi tutti i  miei panificati a lievitazione naturale, questa ricetta è gentilmente offerta (e spudoratamente copiata, ho solo usato un tipo diverso di oliva) da persone che con la pasta madre fanno sul serio: io non sono ancora in grado di gestire questo meraviglioso mondo senza l'aiuto di qualcuno veramente capace.
in questo caso ringrazio di cuore pat, che spero di conoscere presto di persona, e vi rimando direttamente al suo blog, dove vi si aprirà il paese delle meraviglie.
cliccate qui per la ricetta dettagliata, che ho seguito passo passo come una brava bambina, e che mi ha permesso di ottenere questo pane bello e buono.
certo non come il suo ma... un pò di pazienza!
mi sono quindi sbizzarrita nel fotografare le varie fasi.

rinfresco
(manca il prefermento, mi sono dimenticata la foto!!!)
impasto in ciotola
ciotola con manico, per impasto e spatola in silicone cotton le creuset
pieghe a tre
pirlatura e lievitazione sotto la ciotola
farcitura dopo la prima lievitazione

et voilà!

taglio!
ecco fatto: una soddisfazione.
e del profumo in casa vogliamo parlarne????
prossimo esperimento: focaccia pugliese di gaia, la mia amata!
ciao, buon divertimento e con le mani in pasta e buona settimana!!!!!!!!

venerdì 7 febbraio 2014

tortino di avena e crauti alla pancetta


continua a risuonarmi nella testa il detto "piove, governo ladro"....
vorrà dire qualcosa??
và che di acqua ne sta facendo veramente tanta....
bè dai, lasciamo perdere, la politica è una delle poche cose che mi annoiano mortalmente, in più mi provoca anche un vago senso di nausea che preferirei evitare.
piuttosto vi presento il mio pasticcio di oggi: scoperti alla veneranda età di 44 anni i crauti bianchi, cerco di rifarmi cucinandoli spesso e volentieri.
unico neo l'odore di "cavoli marci e stracci", come lo definisce il papi, che lascia in casa: quindi spalanchiamo i vetri, surgeliamo e passiamo l'inverno con il naso naso tappato e un consumo di fazzoletti di carta da garantirmi la nomina a socio onorario della tempo.
poi l'avena... questa meraviglia che un tempo era destinata ai cavalli!
in tutte le sue forme, farina, fiocchi, crusca, e più di tutto questa , questo cereale ha conquistato il mio cuore.
se poi penso a tutti i benefici che ci porta... l'avete mai provata?
se no non sapete cosa vi siete persi!!!!!

per 3 persone

150 gr avena decorticata biologica melandri gaudenzio
500 gr crauti bianchi mondati e tagliati sottili
100 gr pancetta dolce tagliata a dadini piccoli
1 scalogno
2 cucchiai olio extra vergine di oliva
1/2 bicchiere vino bianco secco
acqua
sale
sale nero di cipro per guarnire


preparare i crauti e lavare accuratamente l'avena. che andrà bollita in abbondante acqua leggermente salata per mezz'ora circa.
nel frattempo cuocere i crauti una pentola capiente (io ho scelto la mia adorata ghisa le creuset che in cucina non ha rivali), con lo scalogno, l'olio e la pancetta, anche questi per mezzoretta.

pentola in ghisa ovale cm. 28 e spatola in legno e silicone le creuset


scolare l'avena, unirla ai crauti e continuare la cottura nella ghisa per qualche minuto.
impiattare servendosi di un coppapasta per formare i tortini, guarnire con una macinata di sale nero di cipro e, volendo, con un filo di olio crudo.
e se ci appuntassimo questa ricetta per preparare un piatto unico freddo la prossima estate?
noi sicuramente!


vi lascio allora questo piatto pieno di sapore e di salute, e un pò dell'ottimismo che mi sta facendo compagnia in questi giorni.
dopo la pioggia.....


peccato si durato poco.... piove ancora.....
ciao pasticcioni, comportatevi bene nel fine settimana, eh??!?!

mercoledì 5 febbraio 2014

dolce al latte di farro e malto con cuore di nutella e ricotta, con pasta madre


no, non so se avete notato ma.... piove!!!
siccome non è questo il luogo per cacciar saracche (non vorrei essere volgere, sono una signora di una certa età ormai), facciamo finta di niente e pensiamo alle cose belle, alla bambina iscritta alla prima elementare, ai nuovi cuscini sui quali questa notte riposeremo accoccolati, alla bellissima giacca montgomery che ho comprato ieri (e che non posso mettere perchè non hanno tolto l'antitacheggio, che funziona da dio, vedo...), ai libri che mi aspettano per farci compagnia nei prossimi mesi, all'impasto per il  pane alle olive di pat che sta riposando in cucina, al sorriso di mia figlia quando andrò a prenderla all'asilo, alla pizza che mangeremo sabato con amici lontani, alla semina del basilico, a questo dolce che non mi è venuto come speravo ma che fresco era davvero buono....

per 2 dolci diam. 26 cm.

200 gr farina manitoba
150 gr farina 00
2 tuorli d 'uovo
80 gr pasta madre bella attiva
50 gr zucchero
25 gr malto d'orzo
1/2 cucchiaino vaniglia bio in polvere
2 pizzichi di sale
50 gr burro beppino occelli ammorbidito
130 gr latte di farro matt & biofunction
nutella e ricotta fresca qb


sciogliere il malto nel latte di farro.
nella planetaria mescolare le farine e iniziare a lavorarle con il gancio insieme alla pasta madre spezzettata.
quando inizia a formarsi una sorta di composto sabbioso aggiungere piano piano il latte.
quando l'impasto ha assorbito il liquido aggiungere i tuorli, poi lo zucchero e la vaniglia fino a che si ottiene una buona incordatura.
alla fine unire il burro ammorbidito, poco alla volta.
togliere l'impasto dalla planetaria e formare una palla, che andrà lasciata in frigo, in una ciotola ricoperta di pellicola, per un paio d'ore.
togliere, lasciar ambientare a temperatura ambiente e formare delle palline, che andranno poi stesea formare un cerchio con uno spessore molto sottile.
farcire al centro con nutella e ricotta.


chiudere, formare delle palline (quella al centro tonda, le altre un pò schiacciate ai lati) e adagiarle in una pirofila ben imburrata con la chiusura verso il basso.
formare una specie di fiore, lasciando spazio per la lievitazione.

pirofila in ceramica green gate
coprire la pirofila con la pellicola e lasciar lievitare in frigo anche per 12 ore, fino a che l'impasto è raddoppiato e ha occupato tutto lo spazio a disposizione.
infornare nella parte bassa del forno, a circa 170/180° in forno statico, per 30/40 minuti, dipende dal forno.
quando la superficie è ben dorata sfornare, lasciar raffreddare e spolverare con zucchero a velo.


una tazza di latte caldo et voilà, merenda pronta per la gioia dei golosi.



mi raccomando, i dischetti fateli belli sottili e più piccoli dei miei (forse vanno meglio con un diametro di circa 10 cm)così vi viene un pò meno mappazzone.
 sotto c'è decisamente troppo impasto qui!!
ciao pastrugni, ci vediamo alla prossima ricetta, che magari nel frattempo smette di piovere.
ma magari anche no...

intanto ingannate l'attesa sfogliando questa rivista meravigliosa, cliccate qui

 clicca qui

ma quanto sono brave queste ragazze???

lunedì 3 febbraio 2014

risotto ai porri e burrata


mattinata densa di sensazioni forti: prima iscrizione al corso di nuoto per la piccola, nella nuova piscina vicino a casa. e qui saranno nuove esperienze, nuovi affetti e un altro passo verso la crescita.
poi puntatina nel quartiere dove ho vissuto la mia infanzia: la casa dei miei nonni mi ha portato un tumulto interiore pieno di emozione, di ricordi meravigliosi ed incancellabili, un salto in un passato dorato, sereno, pieno di amore e di coccole.
foto e lacrime chiusa in macchina, sotto una pioggia battente, con immagini che si sovrapponevano, volti e voci di cui ancora oggi sento una mancanza incolmabile, come in un film nostalgico in bianco nero.


grazie ai miei genitori, ai miei nonni, per quel che avete fatto per me e che siete stati, e sei ancora tu, mamma, per me.
ora mi tuffo in rete, per iscrivere il mio amore alla prima elementare.

e qui non trovo parole per esprimere quello che provo.....

per 2 persone

1 porro grande
4 pugni di riso acquerello
brodo vegetale
1 bicchiere latte
80 gr burrata
1 noce burro
2 cucchiai olio extra vergine di oliva biologico
1 spruzzata vino bianco secco


lavare e mondare il porro: tagliarlo a rondelle.
farlo appassire in una casseruola di ghisa con l'olio e il burro.
aggiungere il riso, tostarlo e sfumarlo con il vino bianco.
aggiungere poco alla volta il brodo, mescolando continuamente e verso fine cottura allungare con il latte per mantecare.
impiattare con l'aiuto di un coppapasta e guarnire con un paio di fettine di burrata.


mescolare fino a far sciogliere bene il formaggio.



tuffarsi nella goduria pura!



casseruola in ghisa cm. 20 serie cotton le creuset
non so se si è capito, ma la burrata nel risotto a casa nostra è diventata un must!
la qualità del riso e l'eccellente cottura che si ottiene grazie all'utilizzo della casseruola in ghisa (non ci credevo, eppure cuocere nella ghisa è tutta un'altra cosa davvero!) rendono questo piatto semplice una vera meraviglia!
è il particolare che fa la differenza.
in tutto!


ciao pasticcioni, fate i bravi eh che di rompiballe ce ne sono in giro già troppi!!!!!