ho due genitori meravigliosi che hanno vissuto per me e per vedermi felice.
ma lavoravano molto, e siccome dell'asilo non ne ho mai voluto sapere, a differenza di mia figlia che ci va con grande entusiasmo, i miei nonni si sono presi cura di me nei giorni della mia infanzia, con infinito amore ed infinita pazienza.
sono cresciuta serena, allegra e coccolata: conservo di quel periodo un ricordo che ancora mi emoziona e mi commuove: se penso a qualcosa di diverso, o di più, che avrei volto per quegli anni, davvero non mi viene in mente niente.
e sono vivi, dentro di me, colori, profumi, voci e sensazioni che sembra quasi tutto sia finito ieri, mentre è purtroppo una vita molto, molto lontana.
sono tornata un paio di volte alla casa dei miei nonni, e ho pianto nel vedere che tutto era esattamente come l'avevo lasciato, perfino il campanello della porta, anche se non si entra più da lì, è lo stesso che suonavo quelle rare volte che la nonna e il nonno non aspettavano sulla panchina di vedere la macchina della mamma che arrivava da lontano, e ci venivano incontro, con un sorriso che non ricordo sia mai mancato un giorno.
ricordo il cortile con i sassi e la vasca in pietra dove una volta le donne lavavano i panni,, il colore della palla con la quale giocavo con la nonna, l'orto del nonno con tutti i suoi sentierini, l'altalena e l'albero di cachi nel giardino del vicino, pieno di ortensie colorate all'ombra di un pergolato di uva nera.
ricordo le piastrelle della cucina e la tendina con la quale la nonna nascondeva stracci e catini sotto il lavandino, ricordo le poltrone verdi dove il nonno faceva il pisolo mentre la nonna mi faceva :"ssstttttt, il nonno sta riposando....".. e il davanzale della finestra dove d'inverno lei metteva la tazza di tè per farlo raffreddare, ed io spostavo la tenda di pizzo per vedere il vapore.
potrei scrivere per ore, dei passi del nonno quando saliva le scale, di ritorno dalla cantina dove custodiva le mie bottigliette di gazzosa, del piede della nonna che spingeva forte sul pedale della macchina da cucire mentre io stavo a guardare, terrorizzata, perchè prima o poi quel dito ci sarebbe finito sotto l'ago, del motore del camion del papà che arrivava la sera con il suo sorriso radioso e che io riuscivo a spegnere con i miei capricci... ma tanto si sarebbe riacceso in un attimo, era troppo buono il mio papà per tenermi il muso!
poteri scrivere per ore e giorni e settimane, ma già mi bruciano gli occhi (bè, dai, diciamo le cose come stanno, sto piangendo come una fontana!!!) allora smetto e riprendo in mano la mia ricetta che nasce, appunto, da una cosa che facevano sempre i miei nonni, sull'immensa stufa di ghisa con i tubi contorti nei freddi giorni d'inverno.
non si buttava via niente, in quegli anni, e forse è li che ho imparato a non sprecare niente nemmeno oggi, nonostante il mio frigo sia sempre ben fornito di golosità assortite.
i nonni mettevano le bucce di arancia e di mandarino sulla stufa, e la casa si profumava di buono, e quando finiva il formaggio ci mettevano anche le croste, che si ammorbidivamo scogliendosi un pò ed erano una vera prelibatezza da mordere.
e si mettevano nel minestrone, nelle zuppe, nel brodo, per dare un bel saporino goloso a quello che offriva l'orto del nonno, che armato di vanga e rastrello passava lì gran parte del suo tempo.
per 5 persone
500 gr misto di fagioli, ceci e farro (per me zuppah di
melandri gaudenzio)
100 gr crosta di parmigiano ben pulita
brodo vegetale
salvia e rosmarino essiccati
olio extra vergine di oliva
mettere in ammollo i legumi e i cereali per almeno 5/6 ore.
pulire la crosta di formaggio e tagliarla a dadini piccoli.
dopo l'ammollo sciacquare bene i cereali e i legumi e metterli a bollire nel brodo vegetale per almeno un'ora e mezza, insieme ai dadini di crosta.
una volta cotta, servire la zuppa con una spolverata di salvia e rosmarino e un filo di olio a crudo.
è un piatto molto povero, naturale e sano, e a me riporta a giorni felici, per i quali sarò per sempre grata a tutte le persone che mi hanno permesso di viverli così, e di custodirne ancora il ricordo, vivo e struggente, dopo decine di anni....
offro questa ricetta alla dolcissima simona del blog
pensieri e pasticci, non solo strepitosa cuoca e raffinata foodblogger ma amica di... tastiera, un'anima generosa e delicata che spero di incontrare presto, per il suo primo contest in collaborazione con
dragonfly shop
non per sperare di vincere ma per il piacere di partecipare ad un bellissimo evento pensato ed organizzato da una bellissima persona.